Fabio Morgera, trumpet
Mirco Guerrini, sax
Vito Di Modugno, hammond
Walter Paoli, drums
Il concerto del quartetto di Fabio Morgera di articolerà in due parti, la prima parte sarà dedicata alle rivisitazioni di classici napoletani in chiave jazz moderno, tratte dal riuscitissimo album "Neapolitan Heart" (Emarcy-Universal 2010), dove Morgera ha potuto dimostrare tutta la sua abilità di arrangiatore oltre che trombettista. Nella seconda parte sarà invece proposto quello che Morgera chiama FREEJAZZFUNK , il nuovo stile newyorkese che alterna del sanguigno jazzfunk a momenti di libera direzione musicale, imparata dal leader durante i suoi trascorsi con l'orchestra del grande maestro Butch Morris.
Fabio Morgera è uno dei migliori trombettisti, compositori e arrangiatori jazz italiani e sicuramente uno dei più conosciuti all'estero. Non a caso infatti vive e lavora a New York dal 1990. Nominato per un Grammy Award nel 2006, ha suonato nei più importanti teatri, jazz festivals e jazz club del mondo. Ricordiamo il JVC New York Jazz Festival, i Festival di Montreal, North Sea, Montreaux, Roskilde, Umbria Jazz, Nizza, Madarao, Town Hall, Symphony Space, Irving Plaza, l'Apollo, il Blue Note e Birdland di New York.
Nella sua carriera ha condiviso il palco con jazzisti leggendari quali Dizzy Gillespie, Clark Terry, Jackie McLean, Cedar Walton, Billy Higgins, Tony Williams. Ha inoltre suonato con la Mingus Big Band, la Nublu Orchestra diretta dal grande Butch Morris, i Groove Collective, la Roy Hargrove Big Band, La Vanguard Orchestra, la Valery Ponomarev Big Band, lo spettacolo di danza Urban Tap e la Soul Star Maxwel. Ha registrato e prodotto numerosi album, tra questi ricordiamo "Voice Within" (2007), "Need for Peace" (2007), "Red Stars" (2004), "Colors" (2002) "New Hopes" (2001) "Pursuit" (1997), "Slick" (1999), "Take One" (1988).

Andromeda Turre, voice
Stacy Dillard, sax
Marco Marzola, double bass
Nico Menci, piano
Darrel Green, drums
Andromeda Turre presenta il suo nuovo album dal sound "pop jazz" estremamente originale con nuovi arrangiamenti su brani jazz classici e sue canzoni originali. Il quintetto è formato da musicisti Italiani, Marco Marzola al basso e Nico Menci al pianoforte e musicisti americani Stacy Dillard al sax ("A young saxophonist of serious promise" Ben Ratliff, The New York Times) e Darrell Green alla batteria.
Andromeda Turre ha iniziato la sua carriera come corista per Ray Charles. Promossa, poi, dallo stesso Charles a direttrice vocale, ha iniziato a ritagliarsi un suo spazio particolare nel contesto della canzone Jazz, collaborando con la band di J.C. Hopkins Biggish. Grazie al suo vasto background culturale e agli studi in prestigiose scuole di spettacolo, Andromeda è riuscita ad esprimere la sua duttilità artistica anche attraverso il pianoforte, il ballo e la recitazione: ha conquistato il pubblico del grande schermo recitando nel film di Woody Allen "Murder Mistery Blues".
Parallelamente alla sua carriera di cantante, Andromeda lavora anche alla composizione e interpretazione di suoi lavori originali e come vocal coach, arrangiatrice e produttrice. La Turrè è figlia d'arte, di Steve Turre e Akua Dixon. Ha sviluppato sin da piccola una forte passione per la musica iniziando come ballerina in una formazione di danza al Teatro di Harlem unendo lo studio della danza moderna e del tip-tap a quello del pianoforte con Alvin Ailey. Diplomatasi presso la Montclair High School in Spettacolo e Arti Visive, ha studiato presso il Conservatorio di Boston. Nell'estate del 2007 ha partecipato al cast di "Big Band Beat" come "queen of the blues" a Tokyo Disney in Giappone, dove ha trovato ispirazione per comporre musica e lyrics del suo primo album "Introducing Andromeda Turre".

Nicola Mingo, guitar
Stefano Sabatini, piano
Giorgio Rosciglione, double bass
Gegè Munari, drums
Un omaggio a Clifford Brown da parte di uno specialista di uno strumento tanto lontano dalla tromba può a prima vista apparire quanto meno inconsueto. Ma il tributo di questo splendido quartetto al grande trombettista, assume il valore di un riconoscimento per quello che Clifford Brown, anche ben al di là delle indiscusse doti di strumentista, ha rappresentato nella genesi del jazz contemporaneo. Se ancora oggi si guarda a Clifford Brown come a un modello, infatti, è perché a dispetto della troppo breve apparizione sulle scene il trombettista ha svolto un ruolo fondamentale nel mostrare la via a legioni di bopper nei decenni a venire. Mingo si accosta alla figura di Clifford non solo riproponendo alcuni dei temi legati alle storiche incisioni di mezzo secolo, ma anche affrontando con disinvoltura il compito non facile di sfoderare composizioni stilisticamente vicine a quel clima e a quelle atmosfere: non c'è dubbio che Clifford si sarebbe sentito a suo agio nell'affrontare "We Remember Clifford" o "Narona", vere gemme del Mingo compositore.
E, per chiudere, ringraziamo Nicola e i suoi compagni d'avventura per avere riproposto la splendida "La Rue", composta (ma mai incisa) da Clifford per sua moglie: il tocco "à la Wes Montgomery" del pollice di Nicola, la magnifica intesa del gruppo, lo splendido assolo di Antonio Faraò fanno di questa ballad una delle gemme di un album che Clifford "Brownie" Brown avrebbe senza dubbio apprezzato.
Chitarrista, compositore e arrangiatore nato a Napoli nel '63, Mingo è uno dei maggiori esponenti europei della chitarra modern mainstream jazz. Diplomato al Conservatorio S. Pietro a Maiella nel 1985, si perfeziona attraverso stage e seminari con i più importanti esponenti della chitarra jazz (Joe Pass, Jim Hall, Joe Diorio) suonando, nel contempo, con Bill Pierce, Terence Blanchard, Cedar Walton, Billy Higgins e Paul Jeffrey. Lo stile di Mingo rielabora e fonde in modo personale e creativo il linguaggio dei grandi creatori del bop Charlie Parker e Dizzy Gillespie con lo stile chitarristico di Wes Montgomery. Nel 1992 inizia la sua attività discografica e, con "We remember Clifford", è alla sua sesta esperienza discografica come leader. Molte le sue partecipazioni a importanti festival e rassegne nazionali ed internazionali (Umbria jazz, Villa Celimontana, Blue note Milano , Duc des lombardes-Parigi ecc.).

Stefano Di Battista, sax
Daniele Sorrentino, double bass
Julian Oliver Mazzariello, piano
Roberto Pistolesi, drums
Gino Castaldo, voce
Woman's Land nasce da un profondo desiderio di Stefano di Battista di raccontare e musicare la figura femminile che ha rappresentato il nostro millennio. L'incontro tra Gino Castaldo e Stefano Di Battista ha creato dieci nuove traccie presentate alla Casa Del Jazz di Roma lo scorso autunno. Il nuovo progetto sta riscuotendo un grande successo di pubblico e critica che ha come scenario i teatri ed i club italiani ed europei. La presenza di Gino Castaldo, noto giornalista del panorama musicale italiano, è fondamentale quando tra le note scorrono le immagini delle grandi dive e donne protagoniste tra musica e parole. I racconti dedicati alle "Woman's Land " appartengono alla storia di ognuna di loro e ci vengono regalati in uno spettacolo unico nel suo genere.
Stefano inizia a studiare il sassofono all'età di 13 anni, appassionatosi al jazz con l'ascolto di Art Pepper , si iscrive al conservatorio e consegue il diploma a 21 anni. Incomincia poi a suonare in diversi gruppi e nel '92 incontra per la prima volta Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Da qui è partito il grande legame musicale e umano che il sassofonista ha tuttora con la Francia, dove sarà fondamentale per la sua carriera musicale l'incontro con il batterista Aldo Romano.
Ottenendo sempre più successo Di Battista inizia ad avere brevi collaborazioni con artisti del calibro di Jimmy Cobb, Michel Petrucciani , Nat Adderley . Nel '97 il suo primo album "Volare", nel '98 il suo primo ingaggio per la storica Blue Note, per la quale inciderà l'album "A prima vista". Nel 2000 Di Battista incide un disco che porta il suo nome, affiancato da Elvin Jones alla batteria, Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Due anni dopo, nel 2002 , esce il nuovo lavoro discografico, "Round 'bout Roma", un tributo alla propria città. Del 2004 è poi "Parker's mood", e il più recente "Trouble shootin", del 2007 . Ha collaborato, tra gli altri, con: Michel Petrucciani , Fabrizio Bosso , Elvin Joens , Nat Adderley , Greg Hutchinson , Ada Montellanico, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Flavio Boltro, Jacky Terrasson, Baptiste Trotignon, Julian Mazzariello, Pippo Matino nell'album Essential Team, Glauco Venier e Nicolò Fabi.

Sarah Vicario, voce
Gianni Cusani, chitarra
"La magia del jazz, dei suoi grandi interpreti negli standard che il Duo Airis reinventa, creando atmosfere rarefatte che emozionano per la straordinaria vocalità e il gusto negli arrangiamenti…"
Sarah Vicario
Nasce a Napoli. Ha iniziato a cantare da giovanissima (autodidatta) e ha accumulato esperienze in vari ambiti musicali, (soul, blues, jazz).
In Francia presta la sua voce a diversi gruppi jazz esibendosi in vari club.
In tournée dal 2001 con Adriano Pappalardo in qualità di vocalist, alterna l'insegnamento di canto moderno e jazz all'attività concertistica con il Duo Airis.
Gianni Cusani
Nasce a Solopaca, Benevento. Inizia lo studio della chitarra e sotto la guida del maestro R. di Sandro si diploma in chitarra classica. Partecipa a numerosi progetti musicali e discografici e si esibisce in Italia e all'estero con formazioni varie di musica classica, jazz e pop.
Attualmente alterna l'attività concertistica con il Duo Airis all'insegnamento presso l'I.C. Pascoli di Rotondi (Avellino) dove è titolare della cattedra di chitarra.

Marcello Allulli, sax
Enrico Zanisi, piano
Marcello Allulli Enrico Zaisi Duo
Il progetto del duo (Marcello Allulli al sax e Enrico Zanisi al pianoforte) percorre idealmente un viaggio musicale autobiografico, durante il quale sono proposti sia brani originali composti da entrambi gli artisti, sia grandi classici della tradizione jazz nordamericana, radicati nell'immaginario evocativo collettivo.
Marcello Allulli
Diplomato al Beklee College of Music, Marcello Allulli si sta sempre più affermando come uno dei sassofonisti jazz di spicco nel panorama italiano. Direttore artistico del club romano Music Inn, storico tempio romano del jazz nazionale ed internazionale. Fondatore e leader del Marcello Allulli Trio (MAT), che sta riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico con il suo nuovo progetto/album Hermanos, edito dall'etichetta Zone di Musica. Tra i tanti riconoscimenti e le interviste uscite sulla stampa, quella ad opera di Luciano Vanni, nel numero di Jazzit di luglio/agosto 2011 e quella su Musica Jazz di ottobre. Suona stabilmente con Antonio Jasevoli come co-leader del trio R.A.J. insieme a Michele Rabbia. Ha collaborato con Michel Godard, Antonello Salis, Kernny Wheeler, Tony Scott, Pietro Tonolo. La lunga carriera di concerti nazionali e internazionali, vede tra le principali location italiane in cui si è esibito: l'Umbria Jazz Festival, a Roma l'Auditorium Parco della Musica, la stagione concertistica dell'Università La Sapienza, Jazz Image a Villa Celimontana e il Teatro Ambra Jovinelli, dove ha aperto con il suo M.A.T. la performance Racconti di Ascanio Celestini. Ultimamente, i grandi successi di pubblico ai concerti con il M.A.Trio hanno portato alla realizzazione di performance multimediali in collaborazione con i due visual artist Gabriel Zagni e Cristian Paraskevas, tra cui quella progettata per la Centrale Montemartini di Roma in occasione dell'apertura estiva del Music Inn nel luglio '11.
Enrico Zanisi
Giovanissimo talento pianistico in rapida ascesa professionale ed artistica. Si è diplomato in pianoforte con lode presso il Conservatorio de L'Aquila sotto la guida del M° Walter Fischetti. In qualità di pianista classico si è aggiudicato un primo premio in numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra cui "Piccole Mani" - Perugia, "AMA Calabria" - Vibo Valentia, "Anemos" Roma nei quali si è classificato primo assoluto. Parallelamente, dall'età di otto anni, ha praticato la musica d'insieme in duo con violino e in trio con violino e violoncello aggiudicandosi, con questa formazione, il terzo premio al Concorso Internazionale "Jugendmusiziert" 2003 e 2004; ha collaborato inoltre con le orchestre da camera "I Piccoli Filarmonici" e "Gruppo Preludio". A 15 anni ha cominciato ad interessarsi al jazz, studiando piano jazz con Marco Di Gennaro e seguendo i corsi estivi di "Siena Jazz 2005", "Jazz's Cool 2006-2008-2009", "Umbria Jazz 2008".
Come pianista jazz ha vinto il primo premio-borsa di studio al Premio Nazionale di composizione-esecuzione pianistica in ambito jazz "Franco Russo" (Trieste 2007) e ha vinto una borsa di studio per frequentare un corso annuale presso l'Università Berklee di Boston, e si è classificato finalista e vincitore della borsa di studio "Nuoro jazz" al PIMU. Nel 2009 ha superato la selezione per l'ammissione alla facoltà di Jazz presso la Manhattan School of Music di New York. Attualmente frequenta il biennio specialistico della laurea in Jazz.
Si è aggiudicato il Primo Premio e il Premio del Pubblico al prestigioso Concorso Nazionale per Nuovi Talenti del Jazz Italiano "Chicco Bettinardi". Si è classificato primo al concorso nazionale Vittoria Rotary Jazz Award.Infine ha una suo trio: "ENRICO ZANISI TRIO" con Pietro Ciancaglini e Ettore Fioravanti con il quale ha inciso "Quasi Troppo Serio" e fa parte della O.J.V.C. Orchestra Jazz Villa Celimontana.

Giulio Martino, sax
Francesco Nastro, piano
Gianluigi Goglia, double bass
Claudio Romano, drums
voce ospite: Maria Sole Gallevi
Nato a Napoli nel luglio del '61 comincia a studiare il sassofono contralto all'età di diciotto anni. Perfeziona i propri studi sotto la guida di Steve Grossman e di Jerry Bergonzi. Ha suonato con: Eliot Zigmud, Steve Smith, Tom Kirkpatrick, Furio Di Castri, Antonio Faraò, Luigi Bonafede, James Senese (Napoli Centrale), Ares Tavolazzi, Dusko Gojkovich, Pino e Pietro Iodice, Francesco Nastro, Fabrizio Bosso, Pietro Condorelli, Daniele Sepe, Dave Hudson e Michael Allen (soul music), Roberto De Simone e Giovanni Falzone. Da diversi anni è il sassofonista dell'Essential Team di Pippo Matino, bassista di fama internazionale. Hanno inciso un cd (Essential Team) con la partecipazione di Stefano Di Battista al sax contralto e soprano. Hanno suonato con Darryl Jones, bassista di Miles Davis, e con il batterista Peter Erskine. Si sono esibiti in importanti festival jazz italiani ed americani. Altra formazione con cui Giulio Martino si esibisce regolarmente è il trio Scrignoli-Martino-Laviano.
Loro è il progetto sulla musica di John Coltrane pubblicato per l'etichetta DodiciLune dal titolo "Changing Trane" che nel 2007 è diventato anche uno spettacolo teatrale con testi del musicologo Luca Bragalini recitati dall'attrice Debora Mancini che interagisce con il trio e con immagini inedite di John Coltrane. E' il direttore del Dipartimento Jazz presso la scuola di musica Musicisti Associati di Napoli. E' il direttore artistico della "Federico II Jazz Orchestra", dell' Università di Napoli. Insegna musica d'insieme per formazioni jazz presso il Conservatorio di Musica Gesualdo da Venosa di Potenza e sassofono jazz presso il Conservatorio "San Pietro a Majella" di Napoli.

Michelangelo Calise, chitarra
Antonio Capasso, hammond
Elio Coppola, batteria
Jerry Popolo, sassofono
Il concerto del quartetto sarà esclusivamente dedicato ai brani che maggiormente rappresentano la leggendaria figura di Wes Montgomery. Un omaggio doveroso al chitarrista sicuramente più rappresentativo della storia del jazz, e che rappresenta ancora oggi a quasi 45 anni dalla sua scomparsa un punto di riferimento e di ispirazione per tutti i musicisti. Sul piano strumenti stico egli ha fatto superare alla chitarra il linguaggio degli anni '50 proiettandola a pieno titolo nell'era moderna.
Il gruppo che si esibirà nasce da una reciproca ammirazione per Wes, e sarà composto dal chitarrista ischitano Michelangelo Calise, da Antonio Capasso all'organo hammond e dal batterista Elio Coppola.
Ospite graditissimo della serata sarà il bravissimo sassofonista Jerry Popolo.

Pippo Matino, bass and effect pedals
Javier Girotto, sax soprano and baritore
Giovanni Imparato, percussions and voice
Pippo Matino nasce a Portici (Napoli) ed è considerato dalla critica nazionale ed europea tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Ha partecipato a tutte le edizioni di Eurobassday a Verona, al Guitar Show di Londra, Musikmesse di Francoforte, Disma di Rimini, Bass Player Live di New York e Los Angeles, Namm Show di LA, Master Class alla Berklee School di Boston sempre come protagonista. Ha realizzato 6 CD a suo nome: "Bassa Tensione", "Essential Team", "Third", "Joe Zawinul Tribute", "Trio Ostiko" e "Bassvoice Project".
Ha collaborato poi con musicisti di fama internazionale: Billy Cobham, Mike Stern, Stefano di Battista, Rocco Zifarelli, Flavio Boltro, Horacio "EL Negro" Hernandez, Agostino Marangolo, Javier Girotto, Ronnie Cuber, Giovanni Imparato, Paco Sery, Rosario Giuliani e Bireli Lagrene. Ha collaborato con numerosi artisti della musica leggera italiana: Mietta, Enzo Gragnaniello, Alex Britti, Anonimo Italiano, Drupi, Giorgia, Amedeo Minghi, Baraonna, Stefano Borgia, Nino Buonocore, Nino D'Angelo, Joe Barbieri, Irene Grandi, Loredana Bertè, Neri per Caso, Francesco Baccini, Eduardo De Crescenzo, Linda, Nicky Nicolai, Mario Rosini e Rossana Casale.

Dado Moroni, piano
Aldo Zunino, bass
Giuseppe Mirabella, guitar
Edgardo Dado Moroni nasce a Genova nel '62 e venne in contatto con la musica jazz molto presto, grazie alla collezione di dischi dei suoi genitori, e iniziò a suonare il pianoforte all'età di 4 anni. Oggi Moroni è uno degli italiani più stimati negli USA (uno dei pianista preferiti dal grande Ron Carter), un vero e proprio caso di super "musicians" musician. Ha suonato in Italia e all'estero con Clark Terry, Chet Baker,Billy Cobham, Freddie Hubbard, Dizzy Gillespie, Jimmy Owens); un'approccio allo strumento straordinario, che tocca nel profondo chi ascolta questo ex enfant-prodige del pianoforte.
Dado iniziò la sua carriera professionistica a 14 anni, suonando in tutta Italia con alcuni dei più importanti musicisti italiani come Franco Cerri, Tullio De Piscopo, Luciano Milanese, Gianni Basso, Sergio Fanni e Massimo Urbani, e a 17 anni registrò il suo primo album in trio con Tullio de Piscopo e il bassista americano Julius Farmer. Ha partecipato ad un numero impressionante di festivals internazionali, sia in Europa sia negli States, collaborando con artisti Phil Woods, Tom Harrel, Johnny Griffin.Niels-Henning Oersted Pedersen, Tony Scott, Wynton Marsalis, Freddie Hubbard, Harry "Sweets" Edison, Ron Carter e molti altri ancora.
Ha fatto parte dell'organico di due gruppi storici quali la Paris Reunion (con Joe Henderson, Woody Shaw, Curtis Fuller, Johnny Griffin e Jimmy Woode) e la Mingus Dynasty (con Danny Richmond, Jinny Knepper, John Handy, Craig Handy e Reggie Johnson). Recentemente ha costituito un quintetto chiamato "the cube" con Andrea Dulbecco, Riccardo Fioravanti e due batteristi, Stefano Bagnoli ed Enzo Zirilli. Notevole la discografia a suo nome : si segnalano le recenti pubblicazioni con Tom Harrell , " Humanity" in duo e " The Cube" con il quintetto da lui capitanato.

Seby Burgio, piano
Alberto Fidone, double bass
Peppe Tringali, drums
Urban Fabula è il progetto nato dall'incontro di tre talentuosi e giovani musicisti siciliani, Seby Burgio al piano, Alberto Fidone al basso e Peppe Tringali alla batteria e dà il titolo al loro primo lavoro discografico uscito a settembre per la prestigiosa etichetta Abeat Records, con composizioni originali per lo più composte a "sei mani". Trio inteso come sintesi e non come somma di tre individualità, dove ognuno apporta il proprio contributo ricercando quella sinergia che potenzia e valorizza il gruppo.
Spiccano l'esuberante pianismo, ricco d'inventiva, del ventenne pianista e la solidità di una ritmica fluida e mai scontata, consolidata da più di cinque anni di collaborazioni. Il Trio è stato finalista all'European Jazz Contest e ha vinto la prima edizione del premio "Pippo Ardini" e il quinto concorso nazionale "Nuovi Talenti Jazz – Gruppi Città di Treviglio", organizzato dal Jazz Club Bergamo.

Antonio Faraò, piano
Francesco Puglisi, double bass
Marco Valeri, batteria
Considerato dalla critica mondiale uno dei più interessanti pianisti jazz dell'ultima generazione, Antonio Faraò nasce in una famiglia dalle radici musicali ben salde, la mamma nota pittrice e poetessa e il padre batterista jazz, entrambi appassionati, lo abituano sin da piccolo all'ascolto di musicisti come: Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Frank Sinatra, Ella Filtzgerald, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di suonare. Alla precoce età di 6 anni inizia a suonare dapprima su un vibrafono giocattolo, in seguito la batteria e poi il pianoforte col quale intraprende lo studio classico, raggiungendo, sotto la guida dei maestri: Adriano della Giustina e Riccardo Risaliti, l'8° anno di Conservatorio al G. Verdi di Milano.
Si distingue fin da giovane per uno spiccato interesse verso la musica nero-americana, i suoi primi modelli sono: Oscar Peterson, Errol Gardner, scoprendo in seguito, McCoy Tyner, Herbie Hancock, Keith Jarret, Bill Evans, John Coltrane, Miles Davis, Charlie Parker, Thelonious Monk, etc. tra le sue influenze è sicuramente molto importante citare quella di John Williams, compositore di colonne sonore, come: ET, Guerre Stellari, Indiana Jones, etc. Tra i suoi lavori ricordiamo, "Viaggio Ignoto" (1991) con Cameron Brown e Billy Hart; "Secondo Tempo" (2001) con Giovanni Tommaso, Terry Lyne Carrington e Joe Lovano; "Thorn" (2000) con Jack Dejohnette, Chris Pottere Drew Gress; "Far Out" (2003) con Bob Berg, Martin Gjakonovski e Dejan Terzic; "Takes on Pasolini" (2006) con Miroslav Vitous e Daniel Humair e "Woman's Perfume" (2008) con Dominique Di Piazza e Andrè Ceccarelli.
Presentato in questi giorni a Parigi il nuovo lavoro in trio dal titolo "Domi" con Darryl Hall e Andrè Ceccarelli.

La Magicaboola Brass Band è un gruppo itinerante o da palco, composto da musicisti, che provengono da diverse esperienze musicali quali, jazz, blues, rock e classica. Gli strumenti usati sono quelli tipici delle marchin' band e delle brass band cioè trombe, trombone, sassofoni, sousafono, cassa, rullante, percussioni. L'idea di costituire e di far nascere la Magicaboola, prende corpo dopo molti anni passati a suonare per strada e con il bisogno di esprimere e divulgare la musica, in una forma gioiosa e festosa.
La Magicaboola ha come riferimento la musica popolare in ogni sua forma, si possono infatti sentire durante le perfomance influenze di diversi stili musicali quali, jazz, blues, etnica, hip hop, funk, riferimenti alla canzone italiana. Ogni brano sia originale o cover diventa un pretesto per cercare di coinvolgere e far divertire il pubblico, arrangiato con i ritmi e suoni tipici delle marchin' band e brass band moderne, il risultato è una miscela esplosiva di energia sonora.
